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Comunicazione

Federazione Moda Italia - Gabriel: "Bene la richiesta delle Regioni di riaprire l'11 maggio"

Il presidente Giannino Gabriel:
“Bene la richiesta delle Regioni di riaprire da lunedì 11 maggio. Noi siamo già pronti a riaprire subito, con sicurezza per clientela e collaboratori. Adesso gli esercenti chiedono a gran forza il rinvio dell’apertura dei saldi estivi al 1 agosto”.
 
 
“Finalmente una presa di posizione chiara e forte: adesso anche le Regioni sono con noi per l’apertura al più presto, sin da lunedì 11 maggio”. Giannino Gabriel, presidente di Federazione Moda Italia Confcommercio del Veneto e della provincia di Venezia , plaude al documento adottato all’unanimità dalle Regioni e da queste presentata in sede di Conferenza Stato-Regioni giovedì 7 maggio, con la quale si chiede che fin da lunedì 11 maggio si possa riaprire il commercio al dettaglio delle attività ancora sospese, e la richiesta che dal 17 maggio, quando scadrà il dpcm firmato il 26 aprile scorso, questa norma decada e venga definitivamente attribuito alle regioni la responsabilità di elaborare un calendario completo di riaperture sin da lunedì 18 maggio.
 
“I negozi di abbigliamento, calzature, accessori per adulti possono aprire anche oggi: le misure di sicurezza per commessi e clientela possono essere applicate con il rigore dovuto: del resto che differenza c’è, con quanto accade già da settimane per i negozi specializzati per i soli capi  per bambini?” Giannino Gabriel, presidente Federazione Moda Italia Confcommercio sia per il Veneto che provinciale di Venezia si chiede perché mai si dovrebbe aspettare ulteriormente anche per questo tipo di esercizi. “Con la nostra Federazione nazionale – precisa Gabriel - “abbiamo attentamente esaminato tutte le disposizioni nazionali e regionali, le criticità: dal vademecum obbligatorio del DPCM 26 aprile 2020 a quello dell’allegato 1 dell’ordinanza del Presidente della Giunta Regionale del Veneto Luca Zaia: dotazioni, procedure, adeguata e perentoria informazione, tutto è predisposto. E’ tempo che dopo due mesi anche queste imprese tornino a lavorare e a servire la propria clientela.”
 
Il settore di fatto è in ginocchio “In Italia  il COVID 19 ha bruciato, nel solo settore moda e nel pieno del passaggio stagionale, oltre 15 miliardi di euro di consumi,” – spiega allarmato Gabriel citando i dati nazionali della Federazione del settore, “stiamo infatti parlando di un settore che in tutto il Paese conta 115mila punti vendita del dettaglio moda con 313mila posti di lavoro, strutturato per lo più da imprese di piccole dimensioni, e che ha gà perduto negli ultimi otto anni, ben 52mila punti vendita a fronte di sole 26mila nuove aperture.
 
Dunque pronti ad aprire, ma soprattutto con massima sicurezza. Ed è sempre il Presidente Gabriel a sintetizzare come sarà lo shopping del fashion al tempo del Covid19. Si comincia con la doverosa informazione all’esterno ai clienti, che dovranno rigorosamente indossare mascherina e guanti prima di entrare nel negozio, dove comunque saranno rispettate le distanze obbligatorie di non meno di un metro e dove comunque saranno disponibili erogatori di soluzioni idroalcoliche. Nessun capo sarà toccato, da clienti e dal personale se non con guanti.
 
Inoltre, anche per la pulizia dei locali e la cosiddetta sanificazione sarà garantita periodicamente nell’arco della giornata, compresa la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi.
 
“Anche la dimensione del singolo negozio non costituisce un problema” – rileva il presidente di Federmoda – "poiché, come prevede l’ordinanza regionale, per locali fino a quaranta metri quadrati si farà accedere una persona alla volta, garantendo la presenza di non più di due commessi. Comunque gli accessi saranno regolamentati e scaglionati. I nostri associati sono pronti a rivedere, anche ampliando le fasce orarie, approfittando anche delle lunghe giornate estive, e laddove possibile saranno definiti percorsi di entrata e di uscita”.
 
Indispensabile a questo punto rivedere anche tutta la canonica periodicità dei saldi, a cominciare da quelli estivi. “Abbiamo sentito i nostri associati” – dice il Presidente veneto di Federazione moda Italia Veneto – “Il 94% è contrario alla data attualmente prevista del 4 luglio. Il 52% vuole la posticipazione (52%) ma non manca chi è più orientato ad una sospensione (29%), mentre di gran lunga minoritaria l’ipotesi di un’anticipazione (solo l'8%,) e ancor meno sono coloro che ritengono ancora possibile la data del primo sabato di luglio (6%)”. La proposta dello spostamento al 1 Agosto è già stata favorevolmente considerata dalla regione del Veneto e l’Assessore Regionale Roberto Marcato intende portarla in Conferenza Stato regioni.
 
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