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Comunicazione

Verso la riapertura delle discoteche da lunedì prossimo

Paolo Artelio, presidente provinciale di Verona e vice presidente nazionale del Silb-Confcommercio (sindacato dei locali da ballo): “Auspichiamo che le limitazioni che vanno delineandosi vengano allentate quanto prima. Chiediamo di riaprire, siamo professionisti preparati e organizzati e svolgiamo una funzione sociale a cui ci sentiamo chiamati a rispondere”. 
 
 
Il mondo delle discoteche, particolarmente presente e attivo in Veneto, attende il prossimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri che, alla scadenza delle misure adottate dal precedente fino a domenica prossimo, da lunedì dovrebbe dare il via libera alla ripresa delle attività anche dei locali da ballo. 
 
A quanto è dato sapersi, il ballo sarà consentito solo negli spazi esterni; chi balla dovrà mantenere una distanza interpersonale di 2 metri, cioè il doppio di quella che va rispettata ordinariamente, anche fuori dalla pista; la mascherina andrà sempre indossata tutte le volte che non sarà possibile rispettare il droplet ordinario di 1 metro; ogni locale deve rimodulare la sua capienza massima, anche con l’utilizzo di contapersone per monitorare gli accessi, e il numero degli addetti alla sorveglianza. 
 
Oggi a Roma si è tenuto un sit-in con cui la categoria ha chiesto una data certa per la riapertura, linee guida precise e supporti concreti alle attività. 
 
"Abbiamo incontrato tutti i gruppi parlamentari e tutti ci hanno assicurato ascolto e risposte veloci – spiega Paolo Artelio, presidente provinciale di Verona e vice presidente nazionale del Silb di ConfcommercioOra confidiamo che le misure di limitazione con cui i nostri locali riapriranno vengano allentate quanto prima. Perdere l'attività dei mesi estivi equivarrebbe a restare chiusi un anno e mezzo. Chiediamo aiuti al governo anche per evitare l'ingresso della malavita". 
 
"C'è una legittima domanda di divertimento da parte dei più giovani che è emersa anche con sfumature non positive in queste settimane. È una domanda che va ascoltata e a cui va data una risposta seria da parte di professionisti – riprende Artelio I nostri associati hanno esperienza e fanno molta formazione sulla sicurezza, sono attrezzati con personale dedicato e spazi adeguati. Per questo ci sentiamo in dovere di riaprire quanto prima, anche se non ci sarebbero le condizioni economiche. Dobbiamo fare la nostra parte per evitare che si continuino a verificare episodi spiacevoli nei centri città legati alla movida. Esistono i luoghi di divertimento per i giovani, sono luoghi sani e sicuri, con personale preparato. Abbiamo una precisa funzione sociale a cui ci sentiamo chiamati a rispondere". 
 
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