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13/07/2015

Comunicati stampa regionali

RIPARTONO LE VENDITE AL DETTAGLIO, NEL PRIMO TRIMESTRE 2015 +1,7% UNIONCAMERE-CONFCOMMERCIO AVVIANO L’OSSERVATORIO CONGIUNTURALE SUL COMMERCIO IN VENETO

Venezia, 13 luglio 2015 - Nel primo trimestre 2015, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura condotta su un campione di 1.269 imprese con almeno 3 addetti, le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento del +1,7% (-1,2% nel trimestre precedente) rispetto allo stesso periodo del 2014. La variazione del fatturato delle imprese del commercio torna con segno positivo dopo aver registrato negli ultimi due anni una performance media negativa del -1% nel 2014 e del -2,2% nel 2013. I dati sul commercio in Veneto sono stati illustrati questa mattina, nella sede di Unioncamere del Veneto, da Confcommercio Veneto e Unioncamere del Veneto, i cui presidenti Massimo Zanon e Fernando Zilio hanno contestualmente firmato una convenzione triennale per la realizzazione di un Osservatorio congiunturale sul commercio al dettaglio nel Veneto (2015-2017).

«Non farsi prendere dai facili entusiasmi. Come avviene dopo un crollo in Borsa, quando a perdite consistenti che mandano al tappeto soprattutto i piccoli risparmiatori fanno seguito recuperi (i cosiddetti "rimbalzi tecnici") a tutto vantaggio della grande finanza, così anche nel comparto del commercio ad una crisi drammatica ora fanno seguito recuperi ancora limitati dei quali comunque beneficiano soprattutto le grandi strutture. A scapito delle piccole imprese che, infatti, raccolgono solo parzialmente i frutti della ripresina sia perché le dinamiche dei prezzi le sfavoriscono sia perché la crisi le ha espulse dal mercato e, con esse, ha espulso anche i loro dipendenti». Si dimostra cauto Fernando Zilio, presidente di Unioncamere Veneto. «I prossimi trimestri daranno sicuramente risposte più attendibili. Anche se la crescita maggiore del food rispetto al non food temo purtroppo significhi semplicemente che si è stretta un po' meno la cinghia e che i consumi restano ancora consumi di sussistenza più che di sviluppo». 

 

«Anche se i dati non sono esaltanti, c’è da dire che il segno meno è scomparso ormai quasi ovunque – commenta Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto –. Dopo sette anni di una crisi difficile, dura, a volte anche drammatica, oggi registriamo dei segnali, seppur timidi, positivi. Rimane il nodo della domanda interna, che va rilanciata attraverso interventi che puntino a ridurre la pressione fiscale sia per i cittadini che per le imprese».

 

La dinamica positiva dei consumi è ascrivibile a tutte le categorie del commercio, in particolare quella relativa ai supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+3%), seguita dagli esercizi commerciali al dettaglio alimentare e non alimentare (rispettivamente +1% e +0,4%). Sotto il profilo dimensionale, le vendite hanno mostrato performance migliori negli esercizi di medie e grandi superfici (+2,5%), per quelli di piccola dimensione la variazione è stabile (+0,1%).

 

In diminuzione i prezzi di vendita (-0,5%), in rialzo rispetto allo scorso trimestre (-1,1%), con variazioni più evidenti per il commercio al dettaglio non alimentare (-1,8%), mentre segnano un aumento commercio al dettaglio alimentare (+1,5%), supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+0,3%). Sotto il profilo dimensionale -2,1% per le piccole superfici, mentre il livello dei prezzi è rimasto pressoché stabile per le imprese di media e grande dimensione (+0,1%). Gli ordinativi hanno segnato una dinamica positiva con una variazione del +0,6% (-1% nel trimestre precedente) su base annua riguardando soprattutto supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+0,8%). Sotto il profilo dimensionale, le aree commerciali di media e grande dimensione segnano un +0,9%, mentre risulta stabile la dinamica per le imprese di piccola superficie. L’occupazione ha registrato un aumento del +1,7% (-0,2% nello scorso trimestre), ascrivibile al comparto dei supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+5%) mentre il commercio specializzato alimentare e quello non alimentare hanno registrato una flessione del -2,7% e del -1,7%.

 

Previsioni

Migliora il clima di fiducia degli imprenditori per i prossimi tre mesi. Il saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione del volume d’affari è di +4,8 punti percentuali (contro il -26,3 p.p. del trimestre precedente) mentre per gli ordini è di -4,9 p.p. (-26,2 p.p. del trimestre precedente). In miglioramento il saldo per l’occupazione che si attesta a -3,4 p.p. contro il -6,3 p.p. del trimestre precedente. Per i prezzi di vendita si attende un rialzo del +3,1 p.p. rispetto al -1,7 p.p. del trimestre precedente.

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30/10/2014

Comunicati stampa regionali

Bando regionale per il finanziamento dei distretti del commercio - il commento del presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon

"Con questa iniziativa la Regione Veneto dà un segnale di attenzione ai centri storici e alle attività che vi gravitano, in un'ottica di rilancio e di sicurezza  delle città, che i Comuni non potranno ignorare". Il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon, intervenuto oggi alla conferenza stampa indetta dall'assessore regionale Maria Luisa Coppola, dichiara il suo apprezzamento per il bando sui distretti del commercio che, con 5 milioni di euro, finanzia progetti pilota di aggregazione fra comuni per il rilancio del commercio, in sinergia con il turismo e i servizi, in ambito urbano. 

"Da molto tempo andiamo dicendo che dove si spengono le vetrine dei negozi? si accende il degrado - aggiunge Zanon - di vetrine spente ce ne sono ormai troppe nella nostra regione, e le conseguenze anche in termini di sicurezza sono sotto gli occhi di tutti. Ben vengano i distretti, quindi. L'iniziativa della Regione consentirà non solo di riaccendere la vita nelle città, ma anche di creare nuovi posti di lavoro. Credo che questo lo abbiano capito gli stessi sindaci, che, mi auguro, aderiranno al progetto pilota mettendo in campo idee, accordi flessibili con i privati in termini di affitti e minori fiscalità per le attività comprese nel distretto. Per quanto ci riguarda, faremo la nostra parte contribuendo concretamente alla buona riuscita di questo progetto che parte dal Veneto e che ci vede protagonisti insieme alla Regione".

13/10/2014

Comunicati stampa regionali

OTTOBRE MESE DELLA VISTA - CAMPAGNA NAZIONALE FEDEROTTICA-ADOO

Venerdì 17 e sabato 18 ottobre sarà a Verona-San Bonifacio  (in piazza Costituzione), domenica 19 a Padova (in Prato della Valle), lunedì 20 a Treviso (in piazza Vittoria), mercoledì 22 a Belluno (in piazza Duomo), giovedì 23 a San Donà di Piave (piazza Indipendenza) e venerdì 24 a Mirano (in piazza Martiri della Libertà). 

È il truck di Federottica-Adoo, il mezzo che sarà nelle 6 piazze del Veneto dalle ore 10,00 alle 19,00 e che dal 1° ottobre sta portando in giro per l’Italia ottici e oculisti fornendo controlli gratuiti della vista nell’ambito della Campagna nazionale “Ottobre, mese della vista”. 

Tutti i cittadini che vorranno potranno approfittare della presenza di un ambulatorio mobile all’interno del quale ci saranno anche i medici oculisti. Oltre ad offrire controlli gratuiti, informeranno i cittadini sulla corretta salvaguardia del benessere visivo. “Un’iniziativa pregevole, quella di Federottica, apprezzabile soprattutto in un periodo di crisi economica come questo - dichiara il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon – I nostri ottici optometristi mettono la propria professionalità a disposizione del pubblico gratuitamente per controlli che altrimenti avrebbero dovuto pagare e soprattutto dare una corretta informazione su come salvaguardare e proteggere la propria vista”.

 

Nelle piazze dove sosterà il grande TIR attrezzato verranno allestite due aree contigue nelle quali ottici e oculisti effettueranno lo screening visivi. Le due aree saranno ben suddivise e verrà indicato con precisione dove opera l’ottico e dove l’oculista utilizzando una cartellonistica specifica. Entrambi i professionisti indosseranno un camice bianco e una targhetta identificativa leggibile. Davanti a ciascuna attrezzatura sarà apposto un cartello con l’indicazione della tipologia di esame da effettuare, e di chi l’effettua (ottico, medico oculista).

I bambini potranno essere esaminati unicamente dagli oculisti, accompagnati da un genitore e a tutti verrà rilasciato un foglio con gli esiti costruito sulla scorta di precisi protocolli.

 

Le persone che vogliono sottoporsi al controllo dell’efficienza visiva, ma non hanno la possibilità di raggiungere le piazze toccate dal truck per tutto il mese di ottobre potranno recarsi nei centri ottici (negozi) associati Federottica che espongono in vetrina la locandina dell’iniziativa Ottobre mese della Vista - Sei sicuro di avere la giusta correzione?”. Per trovare il centro ottico più vicino, bisogna contattare l’associazione locale Federottica della propria zona. Per tutto il mese di ottobre, infatti, gli ottici optometristi associati si mettono gratuitamente al servizio dei cittadini anche nei loro negozi per effettuare il controllo dell’efficienza visiva e per verificare l’idoneità del mezzo di compensazione visiva utilizzato (occhiali e lenti).

 

I dati a livello nazionale dicono che un italiano su cinque non si è mai sottoposto a un controllo della vista, più del 60% non fa un esame da oltre tre anni e una persona su quattro ha un difetto visivo non corretto. Non solo: rispetto a 40 anni fa i miopi sono raddoppiati: dal 13% siamo balzati al 25% della popolazione. Eppure, il 42% dei deficit visivi può esser facilmente corretto attraverso l’uso di occhiali o lenti a contatto.

 

“Di fronte a un panorama così allarmante - dichiara il presidente dell’Urvoo (Unione Regionale Veneta Ottici Optometristi) Carlo Cavalli - ogni anno dedichiamo questo mese a una campagna di prevenzione della nostra vista. Se è vero che la percentuale di chi fa uso di occhiali è cresciuta molti negli ultimi decenni, è anche vero che adesso, complice anche la crisi, si tende a utilizzare in modo crescente occhiali e lenti non più adeguati, o soluzioni ‘fai da te’, come l’occhiale d’emergenza che diventa di uso quotidiano davanti al computer o alla tv. Comportamenti scorretti che mettono a rischio la salute visiva”. 

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01/10/2014

Comunicati stampa regionali

CONFCOMMERCIO VENETO: “ARRIVANO GLI INCENTIVI AUTO, ACCOLTO IL NOSTRO PIANO LA REGIONE APPROVA LA DELIBERA IN TEMPO RECORD”

Confcommercio Veneto chiama, la Regione risponde. E a soli 5 mesi dalla conferenza stampa nella quale il Gruppo Auto Moto di Confcommercio Veneto presentava all’assessore all’Ambiente Maurizio Conte la sua proposta di incentivi per il settore auto, ecco la delibera che concede un contributo per la rottamazione di veicoli inquinanti e sostituzione con veicoli a basso impatto ambientale di nuova immatricolazione.

Il contributo sarà di 1.000 euro e verrà destinato ai soggetti che, partecipando al relativo bando, risulteranno in graduatoria fino a esaurimento delle somme disponibili. In totale, la somma stanziata per il piano ammonta a 2milioni di euro, con copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati per gli ‘Interventi di tutela ambientale finalizzati alla riduzione dell’inquinamento’.

“Ringraziamo la Regione Veneto e in particolare l’assessore Conte per aver accolto le nostre istanze dando il via a un provvedimento di vitale importanza per l’ambiente e, in seconda battuta,  per i consumatori e le imprese in questo particolare periodo di crisi”, dichiara il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon.

“Un traguardo importante - aggiunge il presidente regionale del Gruppo Auto Moto di Confcommercio Veneto Giorgio Sina – Nella conferenza stampa dello scorso aprile, alla quale aveva partecipato anche l’assessore Conte, avevamo sollevato il problema di un parco auto altamente inquinante nella nostra regione, perché di vecchia generazione, e l’esigenza di un rinnovo dei veicoli circolanti. L’intento era ed è quello di spingere i cittadini verso scelte indirizzate alla salvaguardia dell’ambiente. Scelte che, allo stesso tempo, potessero consentire la ripresa del mercato dell’auto dopo anni di crisi nera che ha visto in Veneto, tra il 2009 e il 2013, un calo di vendite di autovetture del 39,4% e di fatturati intorno al 40%, ma soprattutto dei posti di lavoro, che in questi 6 anni si sono notevolmente ridotti per effetto della chiusura di moltissime concessionarie”.

In Veneto circolano ancora moltissime auto ad alto tasso d’inquinamento: 1.502.707 appartengono ancora alle categorie Euro 0, Euro 1 Euro 2 ed Euro 3, mentre 1.466.348 rientrano nelle classi Euro 4, 5 e 6. Di quest’ultima categoria, la meno inquinante, nella nostra regione circolano soltanto 847 autovetture. L’invecchiamento del nostro parco auto costa sotto il profilo della sicurezza, ma anche sul piano ambientale. Se consideriamo infatti che le emissioni delle vetture a gasolio di classe Euro 1 equivalgono a quelle di 18 vetture Euro 5, e di vetture ‘venete’ a gasolio euro 1 ne circolano 13.857, possiamo ben renderci conto del danno atmosferico che si potrebbe, e si dovrebbe, evitare.

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17/09/2014

Comunicati stampa regionali

CONFCOMMERCIO VENETO: L’EMBARGO RUSSO GELA IL COMMERCIO ALL’INGROSSO

Il presidente Zanon: “Fronte comune per promuovere il consumo dei prodotti veneti”


Forti timori, soprattutto nel Vicentino, per il blocco dell’esportazione di pellami


L’embargo russo gela il commercio all’ingrosso. “Se verranno bloccate le esportazioni di bevande alcoliche saranno cavoli”. A dirlo è la Confcommercio del Veneto che teme un effetto dirompente sulle imprese del commercio all’ingrosso, le uniche che avevano fatto segnare, nell’ultimo trimestre, un cospicuo saldo positivo sulle assunzioni/cessazioni, triplicato rispetto a quello dello stesso periodo dell’anno precedente (+260 2° trimestre del 2013 e + 875 2° trimestre 2014), e considerato il consistente export di vini pregiati dalla nostra regione verso la Russia.

La Confederazione regionale si unisce al grido d’allarme lanciato nei giorni scorsi da Coldiretti Veneto sulle conseguenze dell’embargo russo, il cui fronte si sta allargando ad altri prodotti veneti, oltre a quello agroalimentare. “Un duro colpo assestato a un settore che, nonostante la crisi economica generale, stava andando bene - sottolinea il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon – Preoccupa anche il blocco imposto dalla Russia all’esportazione di pellami, con un danno per il nostro comparto stimato in 50/60 milioni di euro, che si ripercuoterà sulle imprese venete del settore, concentrandosi in particolare su quelle della provincia di Vicenza”.

 

Urge quindi una massiccia opera di promozione dei nostri prodotti all’estero, come stabilito nell’ultimo incontro tra le categorie economiche e la Regione a Palazzo Ferro Fini, al fine di ridurre l’impatto negativo dell’embargo russo sul settore agroalimentare veneto e su tutti gli altri settori di eccellenza della nostra regione. Le imprese venete, comprese le nostre del commercio al dettaglio e all’ingrosso, sono pronte a fare fronte comune tra loro e con le istituzioni regionali e le Camere di Commercio per reagire alle conseguenze dell’embargo anche con una forte opera di promozione interna dei prodotti locali.

 

“In ogni occasione inviteremo i consumatori ad acquistare prodotti veneti - conclude il presidente di Confcommercio Veneto - Lo faremo attraverso le nostre imprese del commercio e della ristorazione perché confermino ancor una volta la loro preferenza per i prodotti locali. Vogliamo dare un segnale di solidarietà ai cittadini in questi tempi di crisi. L’operazione coinvolgerà necessariamente tutta la filiera e noi faremo la nostra parte”.

10/09/2014

Comunicati stampa regionali

Il bilancio di una stagione da dimenticare

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Confcommercio Veneto ha mantenuto l’impegno: l’indagine sugli effetti del maltempo sull’andamento della stagione estiva annunciata a metà agosto ha prodotto dati e considerazioni che oggi la Confederazione, attraverso il suo Centro Studi e in accordo con Confturismo Veneto, presenta alla stampa.

L’obiettivo è capire quali siano stati le zone e i settori maggiormente colpiti, quantificare i minori introiti causati dal calo delle presenze, motivare e condividere con istituzioni e imprese piano di rilancio del settore che consenta di attenuare i danni più diretti e di ritrovare un’adeguata competitività aziendale per affrontare le sfide future del turismo.

“Abbiamo preso in esame non solo le strutture ricettive - spiega il Centro Studi di Confcommercio Veneto - ma anche quelle della ristorazione, del commercio (dagli alimentari , ai negozi di abbigliamento e calzature,  di articoli sportivi, all’ambulantato), secondo  una visione più vicina alla realtà dei consumi turistici”.

 

L’estate pazza di quest’anno, pesantemente complici, con previsioni errate fino a metà stagione, certi siti meteo, ha sacrificato nel turismo allargato (che comprende commercio e divertimento) 6mila posti di lavoro e ha ridimensionato i fatturati di 265 milioni di euro, pari a circa il 9,8% del presumibile fatturato complessivo della stagione estiva 2013, e diminuito del 2,5% il contributo alla formazione del PIL regionale. Una perdita che non ha precedenti dal dopoguerra a oggi. Risultato: qualche impresa chiuderà definitivamente, molte incontreranno difficoltà ad onorare i debiti, tutte probabilmente rinvieranno gli investimenti.

 

La pioggia ha drasticamente ridotto i ricavi: 120 milioni di euro persi nel commercio, oltre 48 milioni nel variegato mondo dei pubblici esercizi (‘ristorazione’). Una perdita che, in rapporto all’intero fatturato del settore, tra giugno e agosto raggiunge quasi il - 9,5%.

Il settore ricettivo invece (hotel e strutture all’aria aperta), pur evidenziano anch’esso perdite di fatturato, sembra aver sofferto nel complesso meno di tutti: -5,8% il peso delle perdite sul fatturato complessivo del trimestre, a opera soprattutto della quasi totale scomparsa delle prenotazioni last minute. L’intrattenimento, stabilimenti balneari compresi (che hanno avuto punte di mancati incassi di oltre il 50%), ha visto scendere gli introiti di 46 milioni di euro, perdendo almeno il 10% del proprio fatturato di stagione.      

Le province. Se guardiamo ai territori, le provincie che hanno perso di più in assoluto sono quelle di Venezia e Verona (210 milioni la perdita complessiva di fatturato), ma nel raffronto territoriale la ‘maglia nera’ spetta alla montagna (la provincia di Belluno perde il 18,4%).  

Le perdite di Venezia sono da attribuirsi per il 62% al turismo costiero e per il 38% al capoluogo e all’entroterra.

A Verona e provincia sono mancati oltre 94 milioni di euro (il 35% delle perdite complessive regionali), concentrati perlopiù sulle rive del Garda.

Belluno ha perso quasi 24 milioni di euro quasi totalmente ascrivibili alla débacle della montagna.

La quarta provincia con il bilancio turistico in rosso è quella di Rovigo, con quasi 14 milioni in meno di euro, pari al 18% rispetto all’estate 2013.

A una certa distanza nella graduatoria dei fatturati perduti c’è Padova, con oltre 8 milioni di euro di ridimensionamento dei fatturati ma con l’incidenza percentuale complessiva sui ricavi della scorsa stagione più modesta di tutte (-6%).

A seguire Vicenza che, con pure 5 milioni e mezzo di euro in meno di fatturato, accusa un ridimensionamento dello stesso quasi pari all’11% legato perlopiù alla montagna e alle terme (queste ultime registrano oltre il 30% di perdita di fatturato).

Chiude la ‘classifica’ la provincia di Treviso: quasi 3 milioni di perdita (l’8,5% del fatturato estivo 2013), concentrata soprattutto nella Pedemontana e nella ristorazione dell’intera provincia.

 

I comprensori. Nel raffronto con lo stesso periodo del 2013, come abbiamo visto è la montagna a perdere più fatturati (-20,7%), seguita dal lago (-15,9%) e dal mare (-10,6%).    

È andata meno peggio alle terme (grazie a quelle situate nel Padovano), che registrano complessivamente un -8,3% sul fatturato del 2013) e nelle città d’arte (che hanno contenuto le perdite al 5%).

 “Ciò che è avvenuto quest’estate - dichiara il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon - si inserisce in una crisi pesante che dura ormai da 7 anni e rischia, secondo i dati del nostro Centro Studi, di frenare il PIL regionale di almeno 0,18 punti percentuali. Pensiamo che in prospettiva il settore del turismo allargato debba poter contare su una serie di dilazioni di impegni finanziari, senza aggravi di interessi; su alcune fiscalità di vantaggio locali e, successivamente, su una legislazione capace di spingere le imprese verso la crescita per mantenere e possibilmente migliorare gli attuali livelli competitivi”.

“Il maltempo è entrato a gamba tesa in una crisi pesante che frena le imprese sul fronte degli investimenti e le costringe a raschiare il fondo per poter pagare imposte e tributi sempre più alti. Il rischio più grande che si potrebbe correre - sottolinea il presidente di Confturismo Veneto Marco Michielli - sarebbe quello di frenare lo sviluppo della competitività del turismo veneto, che oggi rappresenta ancora la punta di diamante del turismo italiano, e che rischia di vedere ridimensionato il suo ruolo, nonostante i notevolissimi tesori ambientali, paesaggistici e culturali di cui dispone”.  

Confcommercio Veneto e Confturismo Veneto chiedono un forte intervento pubblico in grado di disegnare un sistema  di interventi “misto” tra assistenza a fondo perduto e in conto interessi  e maggiormente orientato verso quelle aree  e quelle tipologie di impresa che più hanno sofferto in estate.

In particolare propongono, nel breve periodo: la sospensione e il differimento generalizzato dei termini di pagamento di imposte, tasse, contributi (anche sul lavoro) e tariffe (energia elettrica, acqua, gas, ma  anche premi assicurativi, mutui); lo sblocco immediato dei pagamenti pubblici per “debiti commerciali e produttivi” verso le imprese più direttamente colpite, anche in deroga del patto di stabilità; la riduzione delle stime degli studi di settore (sino a eventualmente sospenderne l’applicazione durante il trimestre estivo), attraverso il monitoraggio dello specifico “Osservatorio Regionale”. Nel medio periodo: finanziamenti agevolati che assicurino la liquidità necessaria per l’acquisto di beni strumentali a tasso zero e loro detassazione; l’introduzione di una fiscalità di vantaggio per area ( dalla tassa sul suolo pubblico, all’ammontare del canone demaniale, ecc.). Nel lungo periodo: un approccio meno generalista, dedicato e ‘generoso’, a turismo e commercio, della legislazione regionale che utilizza gli strumenti dei Fondi di Rotazione (Veneto Sviluppo); sviluppo di Fondi “misti” per concessioni di contributi a fondo perduto e in conto interessi ( a tasso agevolato), finalizzazione esplicita dei decreti regionali per l’utilizzo dei Fondi Europei.

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03/09/2014

Comunicati stampa regionali

Zanon: «Un bell'esempio, se non resta. isolato»

GAZZETTINO


Temono che il giro di vite sia un ulteriore laccio ai già numerosi vincoli a cui deve sottostare il commercio, ma gli esercenti non sono contrari alla svolta padovana. Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto guarda con interesse le ordinanze di Massimo Bitonci che considera "un segnale" importante e da non sottovalutare. «La battaglia del nuovo sindaco di Padova colpisce nel segno, è un problema che non possiamo far finta di non vedere. Non so se sarà efficace, ma qualche regola andava comunque data, e anche se è rigida va bene».


Quindi, nulla da obiettare? «Vediamo con il tempo e con l'applicazione. Certo, è vero che le attività commerciali che già avevano mille vincoli, ne hanno ora di ulteriori e questa è una cosa che non dobbiamo sottovalutare. Se mi viene chiesto se sono convinto della bontà della scelta di Bitonci, non posso che dire di aspettare e vedere cosa ne uscirà nel tempo». Cosa prevede? «Sinceramente non penso che una ordinanza come questa argini il fenomeno del consumo dell'alcol tra i ragazzi, se vogliono andare a bere vanno nel comune vicino che questi divieti non li pone. Ma una legge severa può essere educativa e creare un forte deterrente». Teme l'emigrazione da un comune all'altro? «L'effetto macchia di leopardo rischia di vanificare il provvedimento. Ovvio che i ragazzini che vogliono fare una festa e bere si spostano, vanno in ambiti più tolleranti. Che Padova si ponga come apripista è un buon segnale e potrebbe essere un bell'esempio da esportare. Ricordiamoci però che quando si proibisce qualche cosa si stimola anche la voglia a trasgredire».

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03/09/2014

Comunicati stampa regionali

TGR 3 - Gestori ENI Confcommercio Veneto - Blocco Multicard

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08/08/2014

Comunicati stampa regionali

Confcommercio Veneto su buoni pasto - TGR 3 Veneto



20/06/2014

Comunicati stampa regionali

FIDIMPRESA VENETO DÀ LA SVEGLIA ALLE BANCHE

Rivedere gli spread, eliminare la commissione disponibilità fidi, avere una maggiore elasticità sui rating. In sostanza, riequilibrare i rapporti tra  il Confidi  e gli Istituti di Credito per mettere le piccole e medie imprese, che quest’anno sono ricorse al credito per sopravvivere, nelle condizioni di poter crescere. “Le Banche lo possono fare, hanno ricevuto quanto basta per garantire un più semplice accesso al credito per le imprese”.

Rivedere gli spread, eliminare la commissione disponibilità fidi, avere una maggiore elasticità sui rating. In sostanza, riequilibrare i rapporti tra  il Confidi  e gli Istituti di Credito per mettere le piccole e medie imprese, che quest’anno sono ricorse al credito per sopravvivere, nelle condizioni di poter crescere. “Le Banche lo possono fare, hanno ricevuto quanto basta per garantire un più semplice accesso al credito per le imprese”.

Lo hanno detto i vertici di Fidimpresa Veneto,la più grande Cooperativa  fidi della nostra regione (oltre 10mila i soci) che fa capo a Confcommercio, in occasione della presentazione alle Banche del Bilancio di esercizio 2013. All’incontro, che si è svolto nei giorni scorsi nella sede di Confcommercio Unione Venezia a  Mestre, hanno preso parte il presidente e il direttore di Fidimpresa Veneto, Massimo Zanon e Mauro Rocchesso , e il presidente di Fiditurismo Alessandro Rizzante.

“Purtroppo lo sforzo che abbiamo fatto e che stiamo portando avanti con grande determinazione per migliorare e affinare la nostra struttura organizzativa e la trasparenza dei nostri bilanci – ha sottolineato il presidente di Fidimpresa Veneto Massimo Zanon - non ha riscosso grandi riconoscimenti da parte del Sistema Bancario, che non ha privilegiato adeguatamente i nostri soci con miglioramenti significativi negli spread applicati sui finanziamenti”.

“Se non rischiate più nulla, spegnete il territorio” – è il messaggio forte  di Zanon alle Banche –  troppe lungaggini nel concedere nuovi affidamenti e rinnovare quelli in essere. Noi siamo  pronti  a fare la nostra parte  e la stiamo facendo con il massimo impegno economico e mettendo in campo tutto il nostro patrimonio per aiutare le imprese”.

Fidimpresa Veneto nel 2013 ha erogato affidamenti per 187 milioni di euro e 65 milioni di garanzie, portando lo stock di affidamenti a oltre 320 milioni,  cui si sommeranno  a breve  gli interventi di Fiditurismo che ha oggi affidamenti per oltre 150 milioni di euro.

Il patrimonio di Fidimpresa ammonta a 29,5 milioni e il capital ratio tier 1 (con cui si misura la solidità di una banca) è del 21,5%: L’esercizio chiude con un risultato negativo di circa 900 mila euro per la prima volta nella storia trentennale di Fidimpresa dopo aver fatto accantonamenti a fondi rischi per circa 1,7 milioni.

20/06/2014

Comunicati stampa regionali

IMPRESE FUNEBRI: DELIBERA A SALVAGUARDIA DEI ‘PICCOLI’

Recepite le istanze di Confcommercio Veneto. Il presidente Massimo Zanon: “Con questa delibera si garantiscono la sopravvivenza di molte piccole imprese, si garantiscono il servizio e la concorrenza di mercato”.

“Con questa delibera si garantiscono la sopravvivenza di molte piccole imprese, si garantiscono il servizio e la concorrenza di mercato”.

La delibera è quella appena approvata dalla Regione Veneto, le imprese sono quelle funebri che operano nel territorio, il commento è di Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto.

Il provvedimento, che riguarda le ‘Norme in materia funeraria’, accoglie le richieste di Confcommercio Veneto di permettere che il requisito della disponibilità continuativa di 4 operatori, prevista dalla legge regionale, possa essere assolto attraverso  le diverse forme contrattuali di lavoro disciplinate dalla legislazione statale vigente e dalla contrattazione collettiva di categoria riguardanti il personale dipendente da imprese funebri.

Con questo provvedimento anche le numerose micro e piccole  imprese - quelle con meno di 4 dipendenti in Veneto sono ben 139 su un totale di 187 - che operano nel settore potranno continuare a lavorare regolarmente offrendo il servizio nei diversi territori.

Precedentemente infatti, in base alla delibera del 2011, potevano ottenere l’autorizzazione a operare soltanto le imprese in grado di dimostrare la disponibilità continuativa dei 4 operatori. Il che aveva messo in difficoltà molte piccole aziende di zone poco popolate, come quelle di periferia e di montagna, in cui il servizio funebre viene richiesto solo sporadicamente e che non possono assumersi i pesanti costi del lavoro che la delibera stessa rendeva obbligatori.

“Una norma insostenibile per la quasi totalità delle aziende del Veneto, se non introducendo la possibilità di ricorrere al contratto ‘ a chiamata’, una forma contrattuale che consente di modulare l’organizzazione aziendale al differente carico di lavoro richiesto nei diversi comuni e nelle diverse realtà della nostra regione - spiega Zanon -Per questo, nell’ottobre scorso avevamo chiesto un urgente provvedimento che consentisse anche alle piccole realtà di rimanere sul mercato. Siamo quindi soddisfatti del risultato raggiunto”.    

17/06/2014

Comunicati stampa regionali

MASSIMO ZANON RICONFERMATO PRESIDENTE REGIONALE

Il presidente confermato all’unanimità dal Consiglio: “Innovazione e gioco di squadra. Ma la politica deve cambiare registro: lo scandalo-Mose ha elevato all’ennesima potenza la sfiducia nelle istituzioni e verso il futuro, già provata dalla crisi economica in atto”. Vicepresidente vicario è Franco De Bortoli (attuale presidente di Confcommercio Belluno). Alla vicepresidenza, inoltre, Marco Michielli (che è anche alla guida di Confturismo Veneto).

Il presidente confermato all’unanimità dal Consiglio: “Innovazione e gioco di squadra. Ma la politica deve cambiare registro: lo scandalo-Mose ha elevato all’ennesima potenza la sfiducia nelle istituzioni e verso il futuro, già provata dalla crisi economica in atto”.

Massimo Zanon è stato riconfermato alla guida di Confcommercio Veneto. Il presidente regionale della Confederazione del commercio, del turismo e dei servizi è stato appena eletto all’unanimità dal Consiglio, che ha confermato alla Segreteria Generale Eugenio Gattolin e nominato consigliere delegato della Presidenza Edi Sommariva. Vicepresidente vicario è Franco De Bortoli (attuale presidente di Confcommercio Belluno). Alla vicepresidenza, inoltre, Marco Michielli (che è anche alla guida di Confturismo Veneto).

Con l’elezione dei vertici e il potenziamento della squadra, Confcommercio Veneto si avvia verso un progetto di cambiamento del sistema di rappresentanza del Terziario di mercato capace di meglio accompagnare i più deboli, ma anche di intercettare ulteriori associati tra gli imprenditori di vecchia e nuova generazione e di accompagnarli verso un futuro migliore.

“Gli scandali che investono Venezia in questi giorni mettono a dura prova la fiducia di cittadini e imprese rendendo il compito delle associazioni ancor più impegnativo - dice Zanon – Ora la politica deve cambiare registro, pena l’immobilismo e l’intensificazione di un clima di sfiducia verso il futuro anche da parte delle imprese del Terziario che sono sempre più il motore della nostra economia”.  

“Con il terziario infatti, che in Veneto conta quasi 270mila imprese capaci di produrre 147 miliardi di euro (contro i 137mila dell’industria e i circa 9mila dell’agricoltura), giochiamo in attacco nell’economia regionale – dichiara Zanon – Siamo in grado di dare lavoro a oltre 1 milione di persone e di contribuire a formare più del 50% del volume d’affari dichiarato del sistema di mercato del Veneto. Non chiediamo solo una maggiore rappresentatività verso quelle istituzioni che lavorano per migliorare le cose, ma anche di diventare loro partner per promuovere politiche economiche, di sviluppo imprenditoriale e di cultura d’impresa. Abbiamo diretto la prua verso un nuovo modello di struttura: reticolare, decentrata, flessibile, con un sistema orizzontale non gerarchico che affianca e non sormonta le Confcommercio territoriali”.

Tra le novità introdotte o in fase di avviamento, il primo Centro Studi di Confcommercio Veneto, progetti di ricerca e sviluppo per intervenire con proposte su nuovi mercati, città e governance pubblica, un laboratorio permanente per orientare e governare il percorso di aggiornamento del sistema e far crescere i valori della collaborazione a ogni livello organizzativo. Ne è un esempio il sodalizio tra le Confcommercio del Nordest (Emilia Romagna, Trentino, Friuli Venezia Giulia): uno scambio permanete di conoscenze, esperienze, competenze con progetti di collaborazione strategica. “Fare massa critica è un imperativo per contare in Italia e in Europa - conclude Zanon - Con numeri cosi importanti si potrà lavorare anche con le altre sigle  e assieme alla Regione per dare agli associati fiducia nel futuro”.

10/06/2014

Comunicati stampa regionali

50&PIU': FIORENZO MARCATO PRESIDENTE REGIONALE

Il vicentino Fiorenzo Marcato è il nuovo presidente di  50&Più, l’organizzazione che coordina l’attività delle singole associazioni provinciali, per un totale di circa 31mila soci, e che fa capo a Confcommercio Veneto.

Il vicentino Fiorenzo Marcato è il nuovo presidente di  50&Più, l’organizzazione che coordina l’attività delle singole associazioni provinciali, per un totale di circa 31mila soci, e che fa capo a Confcommercio Veneto.

50&Più è il sistema associativo, nato e cresciuto in ambito Confcommercio, che risponde alle richieste di consulenza, assistenza e benessere sociale degli ultracinquantenni del comparto del Terziario.

   

L’incarico, che vale per il quinquennio 2014-2019, è stato conferito con voto unanime a Marcato dal consiglio, composto, oltre che dal presidente regionale, dagli altri sei presidenti provinciali: Adriana Pasquali (Treviso), Carlo Trevisan (Padova), Giuseppe Benozzi (Belluno), Marcellino Prati (Verona), Renato Moro (Venezia), Giancarlo Destro (Rovigo).

Al neo presidente regionale della 50&Più spetterà ora il compito di favorire la partecipazione dei soci alle iniziative a favore della terza età promosse dall’Associazione nazionale e di attuare le sinergie tra i progetti attivati nei singoli ambiti provinciali, sia per garantire una puntuale assistenza previdenziale e fiscale agli associati, sia di promozione delle iniziative per lo sviluppo culturale e la valorizzazione del patrimonio di esperienza degli over 50.

 

“L’importante sarà sviluppare l’appartenenza all’associazione, perché questo sarà un fattore di crescita per tutti i nostri iscritti, e allo stesso tempo un modo per rendere le proposte e i servizi associativi sempre più in sintonia con le esigenze di chi vive la terza età ? dice Marcato, evidenziando lo stesso impegno con il quale da tre mandati è alla guida della 50&Più vicentina- Qui in Veneto c’è la necessità di dare piena attuazione alla delibera della Giunta regionale riguardante l’avvio delle unità di medicina integrata sul territorio, così come prevista dal nuovo piano sociosanitario. I cittadini, e non solo nostri associati, afferma - vedono prioritario l’obiettivo di avere sul territorio una copertura medico assistenziale efficiente ed efficace. In tal senso,

molto c’è da fare per garantire attenzione verso i non autosufficienti, disabili, invalidi. Come Unione regionale delle 50 &Più del Veneto cercheremo quindi di portare tutte queste istanze all’attenzione delle Istituzioni, partendo dalla richiesta urgente di ripristino del fondo regionale che rappresentava in passato un valido sostegno per le famiglie in difficoltà”.                  

09/06/2014

Comunicati stampa regionali

UN FRENO ALLE APERTURE DOMENICALI

Confcommercio Veneto chiede maggiori chiusure festive rispetto alle 12 prospettate dal Governo. Questa è una prima risposta a chi voleva a tutti i costi un referendum, ma l'obiettivo è ancora insufficiente. 

Aperture domenicali: il Governo mette il piede sul freno e Confcommercio gradisce. La misura annunciata durante l’Assemblea generale della Confederazione dal ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi e il disegno di legge che sta per approdare alla Camera, e che parla di 12 chiusure festive all’anno, confermano che la strada è quella giusta, una prima risposta alla battaglia intrapresa negli ultimi anni da Confcommercio e condivisa anche dalla Regione Veneto con la legge 30 del 2011 (successivamente massacrata dal Governo Monti), che aveva da subito previsto le conseguenze e i danni sociali ed economici che sarebbero derivati da un’eccessiva liberalizzazione delle aperture, cosa che è puntualmente avvenuta, aggravata poi dalla crisi dei consumi.  

“Si può iniziare da qui. Questa è una risposta a chi voleva a tutti i costi un referendum che, per quanto buono nelle intenzioni, avrebbe comportato  tempi di realizzazione e applicazione sicuramente lunghi ? dichiara il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon - Ma l’obiettivo è insufficiente. Innanzitutto smettiamola di dire che le aperture sono sinonimo di liberalizzazioni del settore. Basta andare in Austria per capire che non è così: lì la spesa si fa prevalentemente durante la settimana”.

Confcommercio Veneto, insomma, chiede maggiori chiusure festive, allargate anche alle domeniche, quindi non solo legate alle festività religiose e celebrative. Fatte salve, ovviamente, le deroghe per le località turistiche, perché nel turismo lo shopping è sempre un elemento importante.

 “Ma anche in questo caso non prendiamoci in giro ? avverte Zanon -  Si può credere e condividere l’apertura nei periodi di stagione, non per 360 giorni all’anno! Lo possiamo fare, e lo appoggiamo, nei casi dei comuni in cui il rapporto tra i pernottamenti e il numero dei residenti è significativo, non in quelli in cui la definizione di ‘comune turistico’ è palesemente tirata per i capelli”.

Su questo punto, Confcommercio Veneto pone l’attenzione anche su un elemento di concorrenza che lascerebbe margini di rischio non indifferenti: “Attenzione alle deroghe ? avverte il presidente regionale della Confederazione ? Le aperture dovranno essere calibrate, soprattutto nelle regioni contermini, perché sarebbe spiacevole che ci disputassimo i consumatori residenti tra Friuli, Veneto, Trentino, Lombardia ed Emilia Romagna. Sarebbe una lotta fra poveri che non ci meritiamo”.

 

07/06/2014

Comunicati stampa regionali

“POS, STRUMENTO DI CIVILTÀ. A PATTO CHE..”

“Il Pos per la gestione dei pagamenti elettronici  è un’innegabile comodità, un servizio al consumatore indispensabile soprattutto se pensiamo alla vocazione turistica della nostra regione”. A dirlo è il presidente di Confcommercio Veneto, Massimo Zanon, che, a margine delle dichiarazioni del ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi, intervenuta ieri all’Assemblea generale di Confcommercio, ne accoglie con soddisfazione la proposta di istituire un tavolo di confronto tra banche e imprese per concretizzare i margini di riduzione dei costi in capo a queste ultime per incentivare la diffusione del Pos. “Al tavolo di confronto ? dichiara Zanon ? porteremo le nostre proposte perché la distribuzione dei costi sulla filiera non sia squilibrata”.

“Il Pos per la gestione dei pagamenti elettronici  è un’innegabile comodità, un servizio al consumatore indispensabile soprattutto se pensiamo alla vocazione turistica della nostra regione”. A dirlo è il presidente di Confcommercio Veneto, Massimo Zanon, che, a margine delle dichiarazioni del ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi, intervenuta ieri all’Assemblea generale di Confcommercio, ne accoglie con soddisfazione la proposta di istituire un tavolo di confronto tra banche e imprese per concretizzare i margini di riduzione dei costi in capo a queste ultime per incentivare la diffusione del Pos.

“Al tavolo di confronto ? dichiara Zanon ? porteremo le nostre proposte perché la distribuzione dei costi sulla filiera non sia squilibrata”. Se al posto dei contanti il consumatore preferirà pagare con carta o bancomat (o in futuro con lo smartphone) vi sarà il vantaggio di ridurre i costi di gestione degli operatori (dal pubblico alle banche, alle imprese), di semplificare l’acquisto dei beni e servizi da parte dei consumatori, di contrastare sia l’evasione fiscale che il riciclaggio, di rendere più sicuri i punti vendita rispetto a furti e rapine, di accelerare il processo di digitalizzazione della società”.

Uno studio recente dell’Abi, infatti, evidenzia che in Italia c’è un analfabetismo digitale ancora molto diffuso, determinato in parte dalla pesantezza dei costi, solo in minima parte percepiti dalle imprese, mentre il legame con l’evasione fiscale, da quanto risulta dallo stesso studio degli istituti bancari, è piuttosto debole. Il nostro mercato insomma è ancora arretrato rispetto agli altri Paesi europei: il cittadino italiano fa mediamente 68 operazioni annue in elettronico contro le 188 dell’eurozona e i 250 di aesi come Olanda, Belgio e Francia. È tuttavia un mercato che è cresciuto del 6,7% nell’ultimo anno, con un aumento di quasi il 26% dei pagamenti effettuati con carte di credito e prepagate.

“Non siamo contrari all’istituzione obbligatoria del Pos, per tutte le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, che lascia però aperte alcune questioni imprescindibili ? precisa il presidente di Confcommercio Veneto ? Tra queste, oltre al costo di commissione, l’inefficienza delle reti in alcune zone, anche nella nostra regione, in particolare in diversi paesi di montagna. Se si stabilisce un obbligo, imprese e cittadini vanno posti nelle condizioni di osservarlo, altrimenti siamo di fronte all’ennesima riforma all’italiana enunciata e mai concretizzata. C’è poi una questione di buonsenso, che riguarda da un lato lo Stato, dall’altro i consumatori. Nel primo caso, lo Stato, che stabilisce l’obbligo, dovrebbe per primo dare l’esempio; invece in molte strutture pubbliche  i servizi si pagano ancora soltanto in contanti. Si dovrebbero poi prevedere strumenti diversi per mercati diversi, stabilendo, oltre al già fissato minimo di spesa di 30 euro per il pagamento elettronico,  una riduzione delle commissioni a carico degli esercenti in relazione alle transazioni effettuate. Per quanto riguarda i cittadini, anche se siamo consapevoli che l’utilizzo del Pos posa in qualche misura far ripartire i consumi, vogliamo che questa ripartenza non sia drogata dalla comodità, ma consapevole. Faccio quindi appello alle associazioni dei consumatori perché invitino i cittadini a usare la moneta elettronica cum grano salis”.

23/05/2014

Comunicati stampa regionali

PRIMO ATLANTE ECONOMICO DEI COMUNI

Terziario avanti tutta: Confcommercio Veneto presenta il primo Atlante Economico dei Comuni. Una fotografia del territorio che mette a fuoco il peso delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi nell'economia della nostra regione. 


 


“Quest’ultima rissa dei maggiori partiti sull’Europa non ci piace perché questa è ancora una volta la politica del dire e non del fare”. È  deciso il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon nel condannare i toni della campagna elettorale per le prossime elezioni europee del 25 maggio, che sanno più di propaganda stantia che di interesse per il futuro del Paese.

“Come Confcommercio noi siamo in Europa e vogliamo rimanerci. Crediamo in un’Europa delle regioni in cui ci sia più Politica e meno burocrazia – aggiunge Zanon – Abbiamo dimostrato, numeri alla mano, che il terziario di mercato è un settore in cui i processi innovativi si sono innescati, da cui risulta che in Veneto questo è uno dei più importanti motori di sviluppo. Ma per raggiungerlo più in fretta e in modo sostenibile, con l’obiettivo di incontrare l’interesse dei cittadini, ha bisogno di essere messo nelle condizioni di sfruttare al meglio le politiche di coesione dell’Unione Europea, che si sostanziano nella nuova programmazione dei fondi strutturali Europei  2014-2020 con lo strumento del POR”.

Parte da queste considerazioni – e dal dato di fatto che il sistema delle imprese del cosiddetto Terziario di Mercato contribuisce alla formazione del valore aggiunto e dell’occupazione in misura superiore al 50% del totale dell’economia regionale - la decisione di inviare una lettera ai membri del Consiglio e della Giunta regionali del Veneto. Nel documento, partito oggi dalla sede della Confcommercio regionale – si chiede che nel POR FSR sia definita in modo coerente e chiaro la possibilità delle imprese del terziario di poter partecipare alle diverse azioni che favoriscono l’innovazione tecnologica, di processo e di prodotto, necessaria per uno sviluppo intelligente e inclusivo, e di contribuire alla crescita del sistema con la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso il digitale e le nuove forme di comunicazione.

Con la presentazione, oggi, del primo Atlante Economico dei Comuni redatto dal proprio Centro Studi,   Confcommercio Veneto parte all’attacco, forte del peso di un settore che nel 2012 contava quasi 270mila imprese capaci di produrre quasi 147 miliardi di euro (contro i 137mila dell’industria e i circa 9mila dell’agricoltura), di dare lavoro a oltre 1 milione di persone e di contribuire a formare più del 50% del volume d’affari dichiarato  complessivo del sistema economico di mercato di tutta la regione. 

Colorando ogni cartina in funzione del numero di imprese e del volume d’affari dichiarato al fisco, l’Atlante consente di confrontare le potenzialità di ogni comune del Veneto ed evidenzia i settori più dinamici della nostra economia, quelli che costituiranno, se le risposte della politica saranno adeguate, il fulcro della ripresa economica. Tra questi i servizi innovativi, che hanno registrato nel 2012 un +24% di volume d’affari rispetto al 2011 (a crescere di più sono stati i servizi di informazione e comunicazione); oppure gli hotel, che, pur diminuendo di numero (-1,85%), il volume d’affari complessivo lo hanno aumentato dell’8,74%. Non  si può dire lo stesso dei redditi che, a causa di costi d’esercizio crescenti, si sono invece spesso ridimensionati  rendendo pesante la gestione economica delle aziende.

Nella classifica delle province venete, Padova si conferma leader del commercio all’ingrosso, seguita da Treviso e  Vicenza, mentre e Verona spetta il gradino più alto per il volume d’affari. Sul fronte turismo è Venezia a farla da padrona, seguita a distanza da Verona e Padova. Queste province producono da sole quasi il 70% del volume d’affari del turismo regionale con poco meno del 60% delle strutture. Nella ristorazione la più forte per volume d’affari, dopo Venezia, è la provincia di Vicenza, mentre Treviso è prima nei volumi di fatturato legati ai servizi di informazione e comunicazione.

 

 

         

17/04/2014

Comunicati stampa regionali

AUTO: UN PROGETTO PER SPINGERE IL MERCATO FUORI DALLA CRISI

Il modello è quello della Lombardia, l’intento è spingere il mercato verso la ripresa dopo anni di crisi nera che ha visto in Veneto, tra il 2009 e il 2013, un calo di vendite di autovetture del 39,4% e di fatturati intorno al 40%. Il dato pesa, anche se nei primi 3 mesi del 2014, a livello regionale, c’è stata una risalita delle immatricolazioni del 5,7% (dati Unrae). Il Gruppo Auto Moto di Confcommercio Veneto ha messo a punto un progetto che ora presenta alla Regione Veneto a salvaguardia dell’ambiente, delle imprese e dei posti di lavoro

Il disegno è stato illustrato oggi in conferenza stampa all’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte, che ha dichiarato: “L’incentivo potrebbe rientrare nel prossimo assestamento di bilancio, prima o subito dopo l’estate; potrebbe anche avvalersi delle risorse dei fondi europei”.   

La traccia segnata dal Gruppo Auto Moto è quella di un progetto già attuato in Lombardia: esenzione dal bollo per 3 anni a partire dalla data di acquisto dell’auto.

Primo requisito, la residenza in Veneto. Dopodiché il veicolo dovrà essere acquistato entro l’anno di entrata in vigore degli incentivi e avere una delle seguenti caratteristiche: appartenere alla categoria n1 (veicoli per il trasporto di merci con massa massima sotto le 3 tonnellate e mezza) con alimentazione benzina/gpl o benzina/metano; ibrida (benzina/elettrica); a benzina Euro 5 o superiore; a gasolio Euro 6.

Il veicolo da rottamare dovrà essere un veicolo per il trasporto di merci con massa inferiore alle 3 tonnellate e mezza oppure un’automobile (M1) di classe Euro 0 benzina o diesel, oppure Euro 1, Euro 2 (Euro 3 diesel). In Lombardia l’esenzione dal bollo, a fronte della rottamazione di un’auto vecchia e inquinante e dell’acquisto di una vettura Euro 5/6, vale per gli anni 2014,2015 e 2016; in Friuli, a fronte dello stesso cambio vecchio/nuovo, si gode invece di un’agevolazione fissa di 1.000 euro.

“Vogliamo dimostrare che si possano coniugare obiettivi diversi per il bene dell’ambiente, della  sicurezza e del tessuto socio economico regionale – dichiara il presidente del Gruppo Auto Moto di Confcommercio Veneto Giorgio Sina - Partendo dal fatto che anche il Veneto si posiziona tra le ultime regioni italiane sulla modernità del parco circolante e conseguenti classi di inquinamento, dotazioni di sicurezza ed economia di esercizio, riteniamo che un sostegno (anche di modesta entità e di limitata accessibilità) potrebbe garantire benefici per il settore e per la cittadinanza”.

In Veneto circolano infatti ancora moltissime auto ad alto tasso d’inquinamento: 1.502.707 appartengono ancora alle categorie Euro 0, Euro 1 Euro 2 ed Euro 3, mentre 1.466.348 rientrano nelle classi Euro 4, 5 e 6. Di quest’ultima categoria, la meno inquinante, nella nostra regione circolano soltanto 847 autovetture. L’invecchiamento del nostro parco auto costa sotto il profilo della sicurezza, ma anche sul piano ambientale. Se consideriamo infatti che le emissioni delle vetture a gasolio di classe Euro 1 equivalgono a quelle di 18 vetture Euro 5, e di vetture ‘venete’ a gasolio euro 1 ne circolano 13.857, possiamo ben renderci conto del danno atmosferico che si potrebbe, e si dovrebbe, evitare.

Sul fronte della sicurezza, c’è da notare che ancora il 30% delle vetture in Veneto non è equipaggiato con air bag frontali, e oltre il 50% non ha l’Abs. I dati confermano come i sistemi di protezione individuale e la sicurezza attiva delle nuove tecnologie (ABS – ESP – AIR BAG) si siano rivelati determinanti nella riduzione della mortalità. Rispetto al 2001, questa riduzione è passata gradualmente da -1,6% nel 2002 a -48,6% nel 2012.

Il progetto presentato alla Regione dal Gruppo Auto Moto di Confcommercio Veneto consentirebbe di mantenere l’occupazione nel settore delle vendite, di ridurre l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, di recuperare parte del calo del fatturato e di pianificare nuovi investimenti  in beni e strategie competitive.

Per tutto il 2013 il settore dell’auto in Veneto ha registrato un ulteriore calo rispetto agli anni passati. Secondo i dati Unrae, le  immatricolazioni nel 2013 hanno segnato, rispetto al 2012, un calo del 7,09%. La provincia che ha perso di più è stata quella di Verona, con un -10,60%, seguita da Treviso (-7,13%), Padova (-6,06%), Vicenza (-6,03%), Rovigo (-6%), Venezia (-5,68%). Quella che ha perso meno è stata la provincia di Belluno, con un -2,28%. 

Il ricorso alla cassa integrazione in deroga per il settore auto, comprese le imprese che fanno manutenzione, nel 2013 è raddoppiato rispetto all’anno precedente. In particolare, le ore autorizzate nel 2011 erano 469.451, passate nel 2012 a 893.384, e nel 2013 a 1.504.599.

“Il calo nelle vendite di auto registrato dal 2009 al 2013 dà la misura di quanto la crisi si sia abbattuta su questo settore – aggiunge il segretario generale di Confcommercio Veneto Eugenio Gattolin – Non lasciamoci ingannare dal dato positivo registrato da gennaio a marzo 2014 perché sta avvenendo a fronte di un calo ben più consistente registrato negli ultimi 5 anni”.

“Gran parte delle auto immatricolate nei primi 4 mesi dell’anno riguarda l’ambito commerciale – conclude il presidente del Gruppo Auto Moto di Verona Andrea Pozzelle, presente oggi in conferenza - mentre le famiglie ancora stentano ad acquistare nuove vetture. Un incentivo, anche di piccola entità, sarebbe comunque di stimolo”.

 

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